My Generation
Ho deciso di dedicare un intero tag all’argomento che trovate nel titolo. Infatti prevedo lunghi e numerosi post sulla questione.
La domanda di fondo è: in che generazione viviamo noi ventenni degli anni 2000? come saremo ricordati, e per cosa? Siamo un branco di rammolliti, oppure siamo solo invidiosi perchè le scorse generazioni dagli anni ‘10 ai ‘90 venivano numerate con solo due cifre e a noi servono tutte e quattro?
I giovani degli anni ‘60 e 70 sono stati quelli della contestazione, del rock n’ roll nel vero senso del termine, dell’epoca in cui si credeva sul serio di poter cambiare il mondo. La mia prof di filosofia era una sessantottina cazzuta reduce di quegli anni, e un pò di nostalgia è riuscita ad attaccarmela.
I giovani degli anni ‘80 erano già più menefreghisti. Tra alternativi new waver (il cui unico sopravvissuto sembra il mio amico Giglio, che negli anni ‘80 ciucciava ancora il latte dalla mamma), paninari (tipo i ragazzi della 3^C) ed edonisti reaganiani (ragazzi della 3^C però all’americana). La situazione iniziava già a degenerare.
I giovani anni ‘90 si dividono tra grunge (la cosiddetta generazione X che prende il posto della new wave nella mente dei ragazzi alternativi), b-boyz & fly girlz (si esatto quelli che vanno in giro con vestiti taglia extrasize e si atteggiano peggio di 50 cent) e i soliti, intramontabili mainstreamers, o fighetti se preferite.
Ed eccoci arrivati nel 2000. E noi chi siamo? Stiamo vivendo i nostri 15 minuti di gloria (metaforici s’intende) però non riesco ancora a riconoscermi in una generazione precisa. E abbiamo già superato la metà del decennio!
Non credo che una nostra vera dimensione l’abbiamo già trovata. O forse si, e io non me ne sono ancora accorto. Il buon vecchio Ale (sopravvissuto del grunge, un pò come Pearl Jam) ha detto che la nostra peculiarità è quella di non avere peculiarità. Giovani, carini e anonimi? Oppure c’è qualcos’altro dietro queste parole?
Qui finisce la prima parte della serie “sto-ancora-cercando-di-capire-dove-vivo”, anzi a dire il vero era solo un assaggio, perchè di domande sulla mia generazione ne ho davvero tante. Alla prossima puntata

Gennaio 30th, 2006 at 23:41
penso che noi siamo diversi…tu ricordi tutti per la musica che usavano per comunicare…
Noi del 2000 verremo ricordati perchè abbiamo smesso di usare solo la musica per comunicare a vantaggio di internet, che poi è la metafora di dove ti trovi…sei in un posto in cui puoi interagire con chiunque…non abbiamo una musica, non ci serve…non racconta più come siamo, per saperlo bisogna usare internet
bretek
Gennaio 31st, 2006 at 01:36
più che giusto… ma che cosa abbiamo da dire?
Febbraio 1st, 2006 at 14:33
Geena, classe ‘81. Cosa dire ? Credo che verremo ricordati come gli “internettiani”, i bloggers, i poddies,i chatters, etc…circodati da tanta tecnologia, utile e divertente quanto vuoi, ma sempre un po’ più soli, con una maggiore difficoltà a relazionarci gli uni con gli altri, a trovare, forse, una nostra vera dimensione, per così dire “terrena” e non solo virtuale. O forse, la nostra nuova dimensione è proprio la rete,che, come ho già detto, unisce e allo stesso tempo divide.Ai posteri l’ardua sentenza. Ciao,
Geena
Febbraio 1st, 2006 at 19:32
Ogni generazione di giovani ha subito il confronto, apparentemente perdente, con le annate precedenti che “vincevano” la gara per maggiore impegno, innovazione, miglior moda, musica, etc…
La verità è che la ruota gira
e gli eventi si ripetono
soltanto che usano parole diverse:
ci sarà sempre qualcuno,
qualche gruppo,
qualche musica
che segnerà la storia di ogni decennio.
Il difetto è che la “gloria” arriva sempre con qualche ventennio di differenza.
Chi critica,
esprime solo invidia:
perchè i ventanni non tornano,
non si possono recuperare.
Si può solo andare avanti
e, per taluni,
risulta triste tirare le somme.
Viviti con orgoglio YOUR GENERATION:
come quella di tutti,
è la migliore!
(te lo diranno tra 20 anni, ma pazienza…)