Top 5’s - I Finali di Film
Tempo di malattia, tempo di film. Due settimane fa sono rimasto intrappolato tra le mura domestiche causa salute pessima, e quale momento migliore per farsi una megapera di cinema?
Ho avuto il piacere di vedere molti fim, anche recenti, anche commerciali, piuttosto interessanti. Segno molto positivo per un industria hollywoodiana che “solo” 20 anni fa aveva una concezione dell’intrattenimento che si fermava alle bazookate e ai bicipiti di Swartzy e Sly. Soprattutto mi fa piacere vedere i finali dei film non più così “happy” come lo erano una volta. Vedo sempre più conclusioni stupefacenti, riflessive, cupe. Ecco i 5 finali di film di sempre che più mi hanno colpito:
ATTENZIONE SPOILER!
Visto che adesso racconto i finali di alcuni film, potrei rovinarvi la visione. Uomo avvisato…
5) Casablanca (1942)
Così conosciuto che non spendo neanche parole per raccontarvelo (traduzione: sono pigro). Come non citare il finale di film per eccellenza? Lo metto all’ultimo posto per dovere di cinefilo, visto che ormai è un classico ma oggi non lascerebbe così di stucco come fece nell’età classica di Hollywood, ancora così abituata all’happy end.
4) Se Mi Lasci Ti Cancello (2004)
Joel e Clementine si sono appena incontrati, ma scoprono che in precedenza hanno già avuto una relazione (fallimentare) e che si sono rivolti a un centro di cancellazione della memoria per dimenticarsi a vicenda. E lo scoprono nel peggiore dei modi, cioè ricevendo a casa la cassetta dove entrambi spiegavano i motivi per cui hanno voluto dimenticare questa relazione. Offesi dalle rispettive dichiarazioni, Clementine scappa e Joel la insegue. Lei dice che non potranno mai avere una storia, perché lui la idealizza e lei si sentirà intrappolata da lui. “Va bene”, risponde Joel. Una risata e tutto ricomincia. L’inno all’imperfezione umana.
3) L’Ultimo Metrò (1980)
Truffaud, seguendo la sua predilezione per il grande inganno del mondo dello spettacolo, riesce a mischiare abilmente realtà e finzione in un finale più felice di quanto sembrerebbe. Incredibilmente, anche gli happy end possono avere stile.
2) Monty Python e il Santo Graal (1975)
Finalmente dopo mille peripezie, Re Artù, in compagnia del fido Sir Robin il non-così-coraggioso-come-Sir-Lancillotto, è giunto nel castello francese dove è custodito il Graal. Ma i francesi cacciano i due eroi tra le feci, le umiliazioni e le risate generali. Allora Artù convoca l’intera sua armata per espugnare la fortezza. Dopo il discorso incoraggiante di rito, parte l’attacco. La musica si fa sempre più incalzante, e così le inquadrature, in attesa dello scontro tra i due eserciti, quando a un certo punto la carica è frenata dall’arrivo di alcune volanti della polizia. Da una delle auto scende la moglie del “famous historian” ucciso all’inizio del film. Indica re Artù. “Eccolo, è lui!”. La polizia arresta Artù e Sir Robin, fa sgombrare la carica e oscura la telecamera. La pellicola si rompe e per gli ultimi due minuti e quarantacinque di film si ascolta un motivetto allegro a schermo nero, senza nemmeno titoli di coda. Semplicemente Geniale.
1) Brazil (1985)
Ok ok lo ammetto, recentemente mi sono innamorato del cinema di Terry Gilliam.
In un futuro inquietantemente orwelliano Sam, funzionario del Ministero dell’Informazione poi ribellatosi, viene catturato dalla polizia e portato in una gigantesca sala per essere sottoposto a una serie di torture. Ma proprio quando il suo supplizio sta per iniziare, ecco che scende dal tetto Harry Tuttle, idraulico fuorilegge e amico di Sam, con una squadra di “terroristi” pronti a liberare l’ostaggio. Per Sam inizia così una veloce e terribile sequenza di situazioni kafkiane, l’ultima del film. Dalla fuga da creature mostruose fino ai funerali kitsch dell’amica della madre (con tanto di bara a forma di pacco regalo), fino a ritrovarsi in una casa trasportata sul camion dell’amata Jill, in fuga verso colline e spazi aperti. Ma mentre una carrellata ci mostra il panorama che circonda la nuova vita dei due fuggiaschi, ecco irrompere in maniera straniante nell’inquadratura gli occhi vigili di Mr. Helpmann e di Jack Lint. Sam è ancora nella sala gigantesca, completamente soggiogato dalla sua immaginazione. “Ce lo siamo lasciai sfuggire”, sospira Helpmann. “Pare proprio di si” gli fa eco Jack. E se ne vanno lasciando Sam a canticchiare “Brazil”, la colonna sonora delle sue visioni.
E pensare che i macellai (alias produttori, alias censori) della Universal hanno anche distribuito delle copie dove il film si concludeva col paesaggio idillico della serie “e tutti vissero felici e contenti”. Bah…
E, per par condicio, ecco i finali di film che più mi hanno deluso.
Colazione Da Tiffany (1961)
Sarebbe anche una simpatica commedia hollywoodiana. Ma purtroppo ha l’onere di essere stata tratta dal magistrale racconto di Truman Capote, che ne esce abbastanza martoriato. Quando i modelli pesano.
Viva Zapatero! (2005)
Ok, Sabina, d’accordo che sei un’epurata Rai e hai tutta la mia solidarietà. Sono d’accordo con te quando dici che viviamo in una specie di stato neo-dittatoriale. Ma ti pareva proprio il caso di concludere questo bellissimo documentario con una discutibile autocelebrazione?? Non dirmi che la megalomania berlusconiana ha colpito anche te?
The Breakfast Club (1985)
Un’ora e mezza di gran bel film uccise dal finale più banale del mondo. Cinque ragazzi diversissimi tra di loro (un palestrato, un nerd, un teppista, una tipa alternativa e una fighetta) hanno avuto un’intera giornata per confrontarsi e maturare insieme, e alla fine cosa fanno? I due più fighi si mettono insieme alle tipe, l’alternativa diventa fighetta e il nerd resta solo. Il trionfo del conformismo.

Aprile 8th, 2006 at 01:18
nn saprei stilare una classifica sinceramente, ma se provassi citerei cm capolavoro assoluto solo citizen kane (quarto potere) di Orwell nn credo che nessun altro film m abbia lasciato così a bocca aperta una volta finito. Capolavoro punto e fine nn ho saputo dire altro
Janov
Aprile 8th, 2006 at 01:24
ah ah
qst capita a scrivere alla notte con le palpebre che calano
ah ah
citizen kane è d Orson Welles e nn credo prorpio che Orwell abbia mai fatto cinema
AH AH CHE FIGURA!!!!
janov
Aprile 14th, 2006 at 10:38
Mah,
anche da queste parti una brutta tonsillite ha colpito e costretto ad una vacanza forzata e misurata tra le mura domestiche.
Anch’io ho fatto il pieno di film in dvd
- Fiumi di Porpora
- Mare dentro
-La foresta dei pugnali volanti
- Viva Zapatero - pure io!!
- gli altri nemmeno mi vengono i mente…
ma soprattutto,
un pieno di pc, musica, lettura e tv.
Auguroni.
Aprile 18th, 2006 at 18:13
Io i films me li faccio da me: sceneggiattura, regia, attori, location ed effetti speciali!

Difficile rovinarmi il finale.
Cheese