Archive for Giugno, 2006


Santi Pietro e Paolo

Nel giorno dei Santi Pietro e Paolo il tempo è sempre in bufera. Lo dice un detto popolare veneto a quanto pare molto azzeccato. L’anno scorso, in questo giorno, il vento è stato così forte da sradicare alcuni piccoli alberi. E oggi il cielo si è appena schiarito e rinfrescato da un colore che avrebbe fatto commuovere uno William Turner del XXI secolo.
Anche se sono ateo, so bene che il tempo è ciclico e le date dei santi sono semplici convenzioni, certe cose continuano inspiegabilmente ad affascinarmi. Una cosa necessaria proprio come percepire l’inquietudine dei quadri del Caravaggio.

It Was A Beautiful Day

Questa frase la cantavano qualche anno fa gli U2, e mi sembra molto appropiata al caso.
26 Giugno 2006. Che giornata!
Una giornata di quelle che ti succhiano il sangue ma che ti lasciano soddisfatti. Una giornata che ha visto, nell’ordine, un esame passato, una grandissima vittoria del no al referendum (evviva!) e un rocambolesco passaggio dell’Italia ai quarti di finale.
Solo due considerazioni a riguardo:
La prima. Bossi aveva promesso che si sarebbe ritirato in Svizzera in caso di vittoria del No. Qualcuno sa se il momento della partenza verrà trasmesso in diretta tv?
La seconda. Dopo aver osservato attentamente la caduta di Grosso, penso che a giorni riceveremo un attacco missilistico dall’Australia…

Aristocrazia nella blogosfera

A quanto pare c’è uno sciopero dei bloggers in giro. Molti dei blog che leggo di solito sono poco aggiornati oppure sono stati cancellati (!). Restano solo quello iperaggiornato di Geena (che tra l’altro due giorni fa è andato down per qualche ora…) e qualche pagina dalle template griffate ma dai contenuti così così.
Dalle mie scorribande sulla rete trovo sempre meno blog interessanti. Evviva la democrazia, ma una certa meritocrazia ogni tanto non farebbe male. Non una meritocrazia al ribasso, come quella che mi sembra di notare. Nel senso, perché sono sempre i migliori che se ne vanno?
Splinder si vanta nella sua homepage di aver superato i 200.000 blog. Una grossa comunità, non c’è che dire. Ma quanti varrà davvero la pena leggere?

Top 5’s - I concerti che sarei andato a vedere

…ma a cui non ho partecipato che per vari motivi. Alcuni piuttosto evidenti, altri abbastanza banali. Ma procediamo con ordine:

5) Afterhours al Gate 52 di Verona, 25 Febbraio 2006
Sono un grande fan di questi maestri dell’alternative all’italiana; ma quella sera, assieme a molti altri rockettari del lombardo-veneto, mi sono trovato di fronte a uno dei più grandi dilemmi della mia vita: andare a sentire loro a Verona oppure Lou Reed a Mantova? Insieme a Ciro e all’Ila ho optato per la seconda. D’altronde, pensammo, Lou Reed mica viene in Italia tutti i giorni…
Grave errore.
Quanto sia stato deludente quel concerto lo potete constatare rileggendovi il mio post scritto a caldo in quel periodo. Da notare che gli Afterhours hanno inserito nella scaletta anche la cover dell’inquietante “The Bed”, canzone che il vecchio Lou non si è nemmeno azzardato a suonare. Della serie, oltre al danno pure la beffa.

4) Nirvana a New York, 18 Novembre 1993
Lo storico concerto acustico poi pubblicato nel postumo “MTV Unplugged in New York”. Signori, ecco a voi il Cobain più intenso e tragicamente sincero. La sua voce gracchiante e disperata in “Come As You Are” ne è un chiaro esempio. Chissà se il pubblico presente avesse intuito che Kurt poco tempo dopo avrebbe scelto -per dirla a la Neil Young- di bruciare invece che spegnersi lentamente.

3) Un qualsiasi spettacolo tenutosi al Fillmore East di New York tra 1968 e 1971
Questo locale della East Coast americana è stato, verso la fine dei sixties, una vera e propria mecca del rock americano. Tra i suoi ospiti possiamo annoverare musicisti del calibro di Jimi Hendrix, Grateful Dead, Janis Joplin con i suoi Big Brother & The Holding Company e Gli Allman Brothers Band. La maggior parte di queste esibizioni sono raccolte nei vari “Live At The Fillmore East” presenti nelle discografie dei rispettivi artisti. Insomma la musica che contava all’epoca passava per il Fillmore East. E pensare che oggi gli ambienti di questa gloria del passato sono divisi tra una banca e un condominio. Una fine decisamente ingloriosa.

2) White Stripes a Bologna, 21 Ottobre 2005
Avevo persino comprato il biglietto, ma ho dovuto concedere quel venerdì sera alla mia carriera accademica, visto che il sabato mi aspettava un esame. Sono ancora qui a mangiarmi le mani e a pensare quanto devono essere sexy le movenze di Meg White dal vivo.
In ogni caso ho saputo che il buon vecchio Ale (l’essere con cui sarei dovuto andare al concerto) non se l’è passata poi così malaccio quella sera. Almeno lui è contento…

1) Queen all’Wembley Stadium di Londra, 12 Luglio 1986
Immagino che al primo posto vi sareste aspettati qualcosa di mistico, celebrale, trascendentale. E invece no. Baratterei ogni biglietto di prima fila per un opera rock dei Pink Floyd pur di poter tornare indietro nel tempo e vedermi un Freddie Mercury più energico ed eccentrico che mai pavoneggiarsi sul palco al ritmo di “One Vision”, “Hammer To Fall”, “Tie Your Mother Down” e tutte le altre. È solo rock & roll (glam e da stadio, aggiungerei), ma ai Queen degli anni ‘80 gli riusciva alla perfezione.

Questione di outing

Conclusa anche questa giornata di studio, la penultima prima dell’esame.

Vado a vedermi la partita. Serata a base di maxischermo, birra (al bar e poi, a fine match, alla festa della suddetta bevanda), amici e parecchio casino. Incrociamo le dita.

Ma Beppe Grillo questa volta tiferà U.S.A.?