Swiss Trip. Capitolo II - La Musica
E dopo le (dis)avventure del viaggio, ecco alcune parole sui gruppi visti al Rock Oz’Arenes, giornata del 17 Agosto.
Ad aprire le danze è Husky, una band composta da chitarra, tastiera, batteria e armonica. Cosa c’è di strano, mi chiedete? è presto detto. A suonare tutti questi strumenti è un solo uomo. Husky, appunto.
Per ovvie ragioni il suo surf rock (che strizza l’occhio anche alla new wave) non è molto elaborato, ma si fa ascoltare. Una menzione per l’originalità.
I Featuring Jim sono tutto quello che ci si potrebbe aspettare da un gruppo lo-fi. Facce malinconiche, atteggiamenti pacati e canzoni timide. Con l’eccezione di qualche sonorità accattivante (forse l’aggettivo “accattivante” non è molto consono per un gruppo lo-fi, ma passatemelo), il gruppo non si segnala per nulla di innovativo ma fa quello che deve fare egregiamente. Senza infamia e senza lode.
I Tendance Catalouge sono il gruppo più fuso di testa della giornata. Due ragazzi e una ragazza di Losanna che si presentano sul palco nelle vesti di operai loro e architetta (con tanto di gonna vertiginosa) lei. Il loro synth-pop non è affatto male, e la loro performance ha una buona dose di umorismo. Niente male.
I canadesi Island non risultano molto convincenti. Sono tra i più giovani a suonare, e forse è per questo che peccano di saccenza da primi della classe. Vorrei davvero capire a cosa servono tre violini in una band indie rock. Chi sono questi, i cloni delle Bond direttamente dal Nord America?
Unica nota positiva, la violinista/cantante è una gran bella figliuola.
I Calexico… Io mi sono innamorato dei Calexico. Folk ispaneggiante che si fonde con jazz, country e indie rock. E il bello è che funziona! Come i Modena City Ramblers, più dei Modena City Ramblers.
Avevo già visto gli Oceansize a Bologna qualche mese fa, e un loro concerto resta tra le migliori esperienze live a cui si possa assistere. I cinque di Manchester non suonano. Recitano. Si muovono sul palco come marionette psichedeliche, lasciandosi trascinare dal loro progressive rock a volte dolce, a volte violento. Meravigliosi.
I Franz Ferdinand sono l’evento principale della serata. Incredibile ma vero, suonano meglio dal vivo piuttosto che da album. Infatti l’unico difetto di questi ragazzi della porta accanto è la cosiddetta “sindrome degli AC/DC”. Sono riusciti a creare uno stile originale e spigliato, e al di là di quello non sanno andare. E infatti le loro canzoni sono belle, ma suonano tutte allo stesso modo. In concerto invece si divertono -e fanno divertire- avvicinandosi ogni tanto a uno stile più acustico e usando tocchi di virtuosismo (la batteria suonata a sei mani verso la fine del concerto) secondo la migliore tradizione dell’intrattenimento britannico.
A fine serata suonavano gli Hollywood Porn Stars. Ma i miei neuroni, sottoposti all’ascolto di musica live da circa otto ore di fila, mi hanno implorato pietà, e così non sono riuscito ad apprezzare questi emuli degli Hives che non sembravano niente male. Sarà per la prossima.

Agosto 21st, 2006 at 19:15
Da bell’ignorante non conosco la musica di nessuno gruppo di quelli che hai detto.
I nomi li ho già sentiti, ma la musica non l’ho mai sentita…nel primo posto parlavi anche dei Jamiroquai…hanno suonato anche loro?
Agosto 21st, 2006 at 19:16
Il post precedente era mio…
bretek
Agosto 21st, 2006 at 22:06
I Jamiroquai hanno suonato la sera in cui sono arrivato, per la quale non avevo il biglietto. Ho giusto fatto in tempo a sentire Deeper Underground fuori dall’Arena. Non preoccuparti per i gruppi, molte sono band esordienti o di medio livello. Prima di sentirle neanch’io le conoscevo.
Agosto 26th, 2006 at 03:28
Menzione d’onore alla violoncellista degli Island, non la dimenticherò tanto facilmente, come i tre punk che disperatamente si allungavano dalle sbarre per sbirciare sotto lo striminzito vestitino della suddetta.
Quanto agli Ocensize…. beh io e il jam stiamo preparando i biglietti per la prossima estate a Londra XD tu vieni vero?
Agosto 26th, 2006 at 10:17
ovvio!