Web socialmente deprecabile
È sempre bello socializzare, sia nella vita reale che in rete. Però se un amico, per quanto caro possa essere, inizia a farmi domande troppo invasive, ho il diritto di nutrire qualche sospetto.
Lo scorso febbraio la mia smanettaggine informatica mi ha portato a reinstallare Ubuntu. Come al solito ho scaricato quella perla del software libero che è il player Amarok, e attraverso questo scoprii LastFm.
Per chi non lo conoscesse, è un servizio piuttosto interessante: attraverso un plug-in da abbinare al tuo player preferito o a un player apposito, puoi trasmettere alla tua pagina personale le canzoni che stai ascoltando, quindi far sapere virtualmente a chiunque quali sono i tuoi gusti musicali. Puoi conoscere gente che ha gusti simili ai tuoi e scoprire nuovi artisti grazie ai consigli degli altri utenti e al ricco database del servizio.
Come potete vedere sul lato destro del vostro monitor, LastFm lo uso tutt’ora e pure con grande soddisfazione.
Poche settimane fa vengo a conoscenza di aNobii, che è in sostanza un LastFm dei libri. Bello, pulito, con tante obreggiature e altrettante guide per utenti inesperti. Il tipico bravo ragazzo del web 2.0.
Dopo aver preso visione della pagina ed essermi detto “servizio ricco, mi ci ficco”, ho inoltrato la mia iscrizione.
Da lì, mi si chiedeva di inserire gli ISBN dei libri che conservo gelosamente…
Gli ISBN? Scusami, ma non ti basta sapere l’autore e il titolo? Perché vuoi sapere anche l’edizione precisa che possiedo? Già qui i sospetti iniziano a sorgere. Ma poi il form di inserimento del libro inizia a chiedermi cose un po’ troppo esplicite. Quando ho comprato il libro? Dove? A che prezzo? Da che giorno a che giorno l’ho letto? Per carità, tutti campi opzionali. Ma se soffrite di “completamento compulsivo dei moduli” (malattia più diffusa di quanto sembri), la tentazione di scrivere queste informazioni è alta.
Stessa cosa succede per I Heart Movies, dedicato questa volta al cinema, con la apprezzabile differenza che per inserire informazioni sensibili bisogna proprio impegnarsi a fondo e cercare una sottopagina abbastanza remota. Ma le domande scottanti restano.
LastFm non mi ha mai neanche chiesto se la canzone che sto ascoltando proviene da Mp3 o CD.
Non ho mai sopportato gli apocalittici, ma questa volta il dito contro mi tocca puntarlo. Si dice che questi siti hanno lo scopo di creare community di appassionati. Si dice che ormai sul web si fanno molte delle cose che appartengono alla vita reale. Eppure una persona che mi incontra per la prima volta non ha l’immediata possibilità di sapere quali quanti libri ho letto in un anno e dove li ho comprati. Anzi, a dire il vero questa prerogativa non ce l’hanno neppure i miei amici più cari.

Giugno 16th, 2007 at 14:42
Un abbraccio
Giugno 17th, 2007 at 19:51
Condivisibile al 100% la tua riflessione. Anche io ascolto gli Air… ma non ho un profilo LastFM
Giugno 18th, 2007 at 01:25
Ci puoi contare, ci manca solo che facebox o badoo ti chiedano quanti peli hai nel culo.