È sempre bello socializzare, sia nella vita reale che in rete. Però se un amico, per quanto caro possa essere, inizia a farmi domande troppo invasive, ho il diritto di nutrire qualche sospetto.
Lo scorso febbraio la mia smanettaggine informatica mi ha portato a reinstallare Ubuntu. Come al solito ho scaricato quella perla del software libero che è il player Amarok, e attraverso questo scoprii LastFm.
Per chi non lo conoscesse, è un servizio piuttosto interessante: attraverso un plug-in da abbinare al tuo player preferito o a un player apposito, puoi trasmettere alla tua pagina personale le canzoni che stai ascoltando, quindi far sapere virtualmente a chiunque quali sono i tuoi gusti musicali. Puoi conoscere gente che ha gusti simili ai tuoi e scoprire nuovi artisti grazie ai consigli degli altri utenti e al ricco database del servizio.
Come potete vedere sul lato destro del vostro monitor, LastFm lo uso tutt’ora e pure con grande soddisfazione.
Poche settimane fa vengo a conoscenza di aNobii, che è in sostanza un LastFm dei libri. Bello, pulito, con tante obreggiature e altrettante guide per utenti inesperti. Il tipico bravo ragazzo del web 2.0.
Dopo aver preso visione della pagina ed essermi detto “servizio ricco, mi ci ficco”, ho inoltrato la mia iscrizione.
Da lì, mi si chiedeva di inserire gli ISBN dei libri che conservo gelosamente…
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