Decameron
No, sul serio. Molti dei commenti della scorsa settimana sulla morte di Biagi hanno lo stesso sapore delle scuse -per giunta dette in ritardo- di un bambino di terza elementare beccato a copiare durante una verifica. Appunto per questo, la puntata di ieri sera di Decameron l’avrei diffusa coi megafoni per tutta Italia. O forse solo i primi dieci minuti. E qui arriva il tasto dolente…
Siamo già al secondo atto del rientro in TV di Luttazzi e purtroppo il nuovo programma mi lascia sempre più l’amaro in bocca. I suoi monologhi sono come al solito pungenti, da risata a tradimento come solo lui sa fare. Ma ci sono anche tanti, troppi sketch stucchevoli, non perché siano volgari o oltraggiosi, ma semplicemente perché non fanno ridere. E poi, che bisogno c’è di spiegare come fai a scrivere una battuta nel segmento l’intervista? È un po’ come se l’illusionista spiegasse ogni volta a fine spettacolo il suo trucco. Che gusto c’è?
E le risate finte? E gli applausi finti?
Luttazzi può decisamente fare meglio di così. E spero che lo faccia in fretta, se non vuole perdere una preziosa occasione.
Ok ok, liberiamoci subito del consueto mea culpa ammettendo che, se questo blog fosse una CPU, sarebbe al massimo un 486, vista la penosa frequenza di aggiornamento.