Omaggio a una vergogna: la morte di Enzo Biagi
Ok ok, liberiamoci subito del consueto mea culpa ammettendo che, se questo blog fosse una CPU, sarebbe al massimo un 486, vista la penosa frequenza di aggiornamento.
Durante la mia assenza è morto Enzo Biagi ed è resuscitato Daniele Luttazzi. E anche se l’ordine degli avvenimenti non è questo, iniziamo subito da Biagi.
La scomparsa del giornalista è una triste perdita; mi associo a tutti quei blogger che hanno saputo elogiare in maniera sincera e toccante la sua vita professionale e umana. L’assenza della sua voce sarà incolmabile, tanto quanto lo è stata negli ultimi cinque anni.
A proposito di questo, nei giorni scorsi sono venuto a conoscenza di un fatto che da sempre ignoravo: Biagi, alla fin fine, agli italiani piaceva! Piaceva alla gente comune, che si commuove davanti a Emilio Fede che elogia il suo maestro di un tempo; e piaceva pure ai giornalisti, agli opinionisti e ai politici del centrodestra tutto, in particolar modo per la sua onestà e la sua libertà.
Nel 2002 avevamo capito tutti male, dunque. Che sollievo!
