Archive for the ‘Hi-Tech’


Ai posteri…

Stavo per scrivere un post molto più lungo, ma poi ho pensato che con l’orgia mediatica degli ultimi giorni sarete ormai stufi di leggere commenti su commenti, opinioni di migliaia di blogger e centinaia di giornalisti, analisi dettagliate sul vestiario, tag cloud di discorsi, speculazioni, voci di corridoio, proiezioni di mercato, sondaggi, eccetera eccetera.

E allora credo sia meglio usare soltanto tre parole tre per questioni del calibro di Tony Blair, Gordon Brown, Walter Veltroni e l’iPhone

We will see.

N.B. faccio orgogliosamente notare l’assenza di link agli argomenti in questione, preferendo inserire solo il seguente: Zambardino docet.

È ora possibile spegnere il computer

Vi ricordate questa schermata di Windows con scritta arancione su sfondo nero? Si, proprio quella dei computer pre-case ATX! Forse per la mia generazione rappresenta quello che la scritta “fine delle trasmissioni” della RAI rappresentava per i nostri genitori.
Perché ve ne parlo? Perché mi sembra un buon modo di iniziare un post dai toni nostalgici ma non troppo.

È un post che prende ispirazione dal blog di iMod, e con cui voglio tracciare anch’io una mia breve cronistoria informatica. Il mio curriculum è comunque molto più breve ed umile del suo, vista la mia giovane età e la mia esperienza con i soli PC IBM-compatibili.

Bè, fatte queste premesse, iniziamo!

intel_80286.jpgIntel 80286, ma per gli amici anche solo 286: A metà anni ‘90 questo pezzo d’esubero di una piccola azienda locale era già antiquato quando fece il suo ingresso trionfale nel mio salotto di casa. E fu amore a prima vista.

Io e mio padre rimanemmo a bocca aperta quando l’amico che ce l’aveva venduto ci spiegò come far partire Windows 3.1 dalla shell di DOS. No, non sto esagerando con l’enfasi emozionale. Per intenderci, era per me un’epoca in cui giocare a campo minato era come stare dentro a un film di fantascienza.

Tutto quello che mi ricordo da un punto di vista tecnico è che si accendeva con una levetta rossa che, se usata ancora oggi, farebbe il suo figurino vintage. È stata questa macchina delle meraviglie a farmi conoscere pietre miliari videoludiche (anch’esse già vecchie all’epoca) del calibro di Sim City (il primo! si, quello con visuale piatta!), Prince of Persia e Wolfenstein 3D (rigorosamente versione shareware), più altre miriadi di cazzatine che ci si scambiava tra amici attraverso i floppy disk. Alla fine lo vendemmo, e oggi giace indecorosamente sepolto nella soffitta di chissà chi.

pentium-mmx1.jpgPentium 233 MMX: Se fosse stato una persona, questo PC si sarebbe di sicuro chiamato Maurizio Mosca. Era il computer più problematico che abbia mai visto. Penso abbia passato più ore in assistenza che in casa mia. Per carita, il mio zampino di smanettone niubbissimo ce l’ho messo, eccome se ce l’ho messo… Si però anche lui poteva comportarsi un po’ meglio, dai!

È stato anche il PC che ha subito più modifiche. Prima fra tutte, l’intramontabile scheda grafica Voodoo2 della defunta 3dfx. Poi diversi hard disk sempre meno difettosi del primo. Poi il modem 56k, e da lì il primo approccio a internet. Poi uno scanner con ingresso in porta parallela (erano ancora gli albori dell’USB) Poi Windows 98, subentrato al 95. Sul finire della sua carriera era persino dotato di un masterizzatore CD.

Altri videogiochi storici si sono avvicendati su questa piccola gloria. Tra i titoli più importanti: Dark Forces II Jedi Knight (fu il gioco inaugurale, mi sa) Quake, Quake II (entrambi completati sia senza che con 3dfx), Quake III (scattosissimo, ma c’era), GTA 2, Commandos, Half Life, The Sims, e numerose avventure grafiche della LucasArts (ero già un retrogamer degno di nota all’epoca :)). Quello che rimase più a lungo installato fu Civilization II. Ormai ero arrivato a giocare partite con la stessa velocità con cui si gioca a un solitario. A volte mi spavento da solo… :|

amd_palo_1700.jpgAMD Athlon XP 1800+: Il primo PC di cui mi scelsi i componenti in tutto e per tutto. Ma anche quello che divenne obsoleto più velocemente. Uhm, devo aver sbagliato a fare i miei conti…

Solo un esempio per farvi capire: passai alla AMD perché volevo provare le magie dell’overclocking, cosa per cui i processori della casa di Sunnyvale sono molto quotati. Purtroppo gli AMD sono anche molto quotati per necessitare di dissipatori della rumorosità di un caterpillar. Alla fine non feci nessun overclocking con questo PC, e comunque ebbi la mia (superflua) dose di rumorosità.

Non fraintendetemi però, il suo lavoro l’ha fatto egregiamente. Fu il primo ad avere l’ADSL, a leggere e masterizzare DVD, a farmi guardare film. Mi fece trastullare con titoli come Morrowind e GTA 3 e tutti i suoi derivati, nessuno escluso. È ancora vivo e vegeto, anche se per me è morto il giorno in cui, nonostante la sua caparbietà, la ventolina della GeForce 4200 cessò di girare a causa della polvere…

Acer Aspire: Acquistato per esigenze di mobilità, è il mio PC attuale, il primo notebook. Segnato da un ritorno a mamma Intel e alla scoperta delle schede ATI, è quello che mi ha fatto apprezzare le meraviglie grafiche di Call Of Duty e Oblivion. Con lui sono entrato a tutti gli effetti nel web 2.0 e nel mondo di Ubuntu, dal quale sarà dura staccarmi. Nonostante alcune settimane in assistenza, sta conducendo una vita molto dignitosa. Null’altro da dire, visto che le sue avventure sono ancora in corso.

And the story goes on…

Radiofreccia 2.0

UTENTE: Ciccio, il blog è un hobby. Potevi essere maniaco di Youtube, di MySpace o di che cazzo ne so. Dai, avrai comunque i tuoi settecento euro al mese. Cambierai PC ogni tre anni, ti sposerai una conosciuta in chat, perché quelli come te sposano sempre quelle conosciute in chat.

PRIVI: Cosa vuol dire quelli come me?

UTENTE: Vuol dire quelli come te. I computer: un fisso e un notebook, se ti va male anche il palmare. A cinquant’anni il dominio tuo con l’antiphishing perché abbiamo paura degli spammer, è chiaro. Guzzerai una volta al mese e solo quando sarai stanco dei siti porno. E poi la nuova distribuzione di Ubuntu ogni sei mesi, l’avatar personalizzato nei forum, una frase su Messenger che non sai neanche cosa vuol dire. I video con le bestemmie in dialetto e l’italiano per i commenti seri. Corriere.it come homepage vita natural durante, il navigatore satellitare sull’auto per portare la famiglia fuori la domenica, una vita di straordinari per comprarti l’iPod di ultima generazione, e tre o quattrocento gigabyte di hard disk nuovo perché altrimenti senza non scarichi. Gran sballo. Quelli come te sono anche capaci di scrivere per Wikipedia.

PRIVI: Quelli come me quelli come te li mandano affanculo. [se ne va]

ALTRO BLOGGER: Anche quelli come me!

The Trouble With Mp3

Accendo il computer, clicco sull’icona del player musicale e attivo l’opzione shuffle. Passo in rassegna il mio archivio di mp3 come un viaggiatore nel tempo, nello spazio, nei sentimenti. Salto dai psichedelici sixties dei Doors ai tatcheriani anni ‘80 dei Queen. Dalla Seattle maledetta dei Soundgarden alla Sydney rockettara degli AC/DC. Dal genio romantico di Beethoven alla dolcezza ermetica di De Gregori. Con un colpo di mouse ho interi decenni, secoli musicali a mia disposizione. La vastità e la noia però non mi fanno sfruttare appieno questi miracoli tecnologici, e così mi capita di ignorare pezzi che invece saprebbero dirmi qualcosa.
Sempre più spesso, mentre faccio partire una canzone, mi capita di pensare a tutte le altre canzoni che non sto ascoltando in quel momento, e che invece vorrei fossero nelle mie orecchie. E così addio all’ascolto calmo e meditato.
Cosa bisogna fare allora? Rinunciamo ai capricci dell’hi-tech? Torniamo agli stringatissimi 40 minuti per lato degli LP? Non sto dicendo questo. Dobbiamo però accostarci a un nuovo modo di ascoltare la musica, magari che ci permetta non solo di immagazzinarla grossolanamente in un hard disk esterno, ma anche di metabolizzarla, di capirla. Altrimenti questi migliaia di mp3 restano soltanto delle immense distese di 0 e 1 che, culturalmente parlando, non serviranno mai a nulla.