Archive for the ‘Idee’


Fedeli praticanti

Il sito di statistiche Swivel sostiene che il 6% degli italiani è ateo-agnostico-non credente, ma un buon 50% fa sesso anale.

Qual’era la città che stava vicino a Gomorra?

“Ancora i videogiochi alla tua età?”

La generazione dei miei genitori e dei miei maestri è cresciuta imparando che la cultura è esclusivamente sinonimo di opera lirica, elzeviri, prosa d’arte e facciate di chiese rinascimentali.

Non che tutto questo non sia cultura, anzi. Ma il grave errore di molti degli adulti italiani di oggi è quello di considerare tutti i restanti prodotti culturali -il rock, i fumetti, il calcio, la televisione e in seguito i videogiochi- un ammasso così informe e deprecabile da lasciare a bambini, ragazzotti immaturi e gente ignorante.

La cultura è aristocrazia, l’ultimo baluardo di difesa della terribile, terribilie società massifica.

Ma in fin dei conti è comprensibile: l’Italia di allora era ancora così crociana che probabilmente si storceva il naso di fronte a Pirandello e Picasso. Certo, neanche oggi si scherza: un cartone animato resta pur sempre qualcosa da bambini, e infatti un esempio di satira arguta come I Simpson viene trasmesso alle 2 del pomeriggio, quando i ragazzini tornano da scuola. In Italia sembra inconcepibile che questo stessa serie TV negli USA vada in onda in prima serata e abbia gli adulti come target.

La generazione che in Italia è stata educata a cibarsi esclusivamente di cultura alta e a sputare su quella bassa è la stessa che in Inghilterra ha invece partorito Nick Hornby.

Che Nick Hornby fosse un grande lo si sapeva già dai tempi di Fever Pitch. Chiunque può trovarsi perfettamente a proprio agio leggendo uno dei suoi libri dalla scrittura semplice ma dalla grandissima densità di contenuti, riflessioni e sentimenti.

Hornby è una delle massime espressioni di quel postmoderno per nulla cervellotico, quello che coglie fino in fondo il senso ecumenico e democratico della cultura di massa, in cui non ci si pone l’imperativo morale di limitare drasticamente i contenuti e i destinatari dell’opera. È capace di parlare dell’Arsenal e di Nelly Furtado con la stessa tensione intellettuale con cui qui da noi si parla di Petrarca o Manzoni. E i risultati non sono così banali come penserebbero molti miei connazionali della stessa età del buon Nick.

Leggendo una sua intervista sulla Stampa di oggi, resto sempre più convinto che bisognerebbe introdurre dalle scuole medie in poi materie come Storia del cinema e Storia del rock. Ecco, l’ho detto.

Amici di cui leggerei volentieri un blog

Rigorosamente in ordine sparso:

  • Ale the Pizza Boy, cui devo perlomeno un terzo dei miei gusti musicali, uno scambio di taglio di capelli e due tra i migliori concerti della mia vita. Quindi scegli: o apri un blog sulla musica o uno sulle bellezze della Grande Madre Russia.
  • Janov, cui devo perlomeno un terzo della mia saggezza informatica (in particolar modo le mie prime sbavate di fronte a un Apple) e molti gusti simili in fatto di cinema e serie tv. Sarebbe un buon blogger generalista, tendenzialmente informatico. Dice che si stancherebbe subito, ma mai dire mai… E auguri per tutto, Cesco!
  • Sam, compagna (in tutti i sensi) di interminabili pomeriggi di cazzeggio universitari, nonché Sottosegretaria all’assegnazione dei crediti per le attività formative a scelta. Da brava femminista probabilmente scriverebbe di società e buone letture, ma la sua verbosità richiederebbe ai lettori due settimane per leggere un post.
  • Polo lo slavo che DEVE rendere partecipe il mondo dei suoi atti vandalici e delle sue scelleratezze prima di venire condannato a trent’anni di carcere assieme ai suoi degni compari.
  • Kali, cui devo perlomeno un terzo della mia infanzia/adolescenza e, da degno avversario, un terzo delle estenuanti discussioni sociopolitiche. Certo, sarebbe meglio se prima di iniziare a scrivere vincesse la sua eterna lotta con la sintassi italiana, ma va benissimo anche così!:D

In libero stato

Le mie titubanze sul primo V-Day dello scorso 8 settembre le avevo e le ho ancora. Un paese che non ragiona, che ritiene accettabile sostituire la propria coscienza critica con nuove leggi non è un paese che mi va molto a genio.

In un paese davvero libero è innegabile la libertà di scegliere il proprio candidato, anche se questo è un pregiudicato o un condannato. Al massimo lo stato deve mettere il cittadino in condizione di farsi un’opinione ponderata su quel candidato, spiegargli perché è pregiudicato o condannato, e se vale la pena di votarlo o no. In un paese davvero libero.

Appunto per questo la raccolta firme appena passata mi è sembrata decisamente più condivisibile. Meglio ancora, una condizione necessaria grazie alla quale attuare individualmente, criticamente e liberamente il primo V-Day. E nonostante mi piaccia poco l’idea di tesserarmi nel partito del “son tutti uguali”, venerdì ho firmato. Ed è stato il 25 aprile più degno di questo nome.

Cristo si è fermato a Correggio

Molto bello quello che ha scritto Michele Serra oggi sulla Repubblica. Questo paese ha confermato di essere per l’ennesima volta autocompiacente, irragionevole e bigotto. È un fatto storico. È nato così e molto probabilmente morirà così.

Sarà spassoso il giorno in cui Berlusconi finirà, naturalmente o innaturalmente, ma comunque nello scalpore generale. Quel giorno tutta Italia si scoprirà essere “da sempre” antiberlusconiana, esattamente come è “da sempre” antifascista e anticraxiana. Ma resterà pur sempre un paese autocompiacente, irragionevole e bigotta.