Archive for the ‘Idee’


Concorso Las Vegas

VUOI ESSERE UNO DEGLI AUTORI DELLA PROSSIMA ANTOLOGIA LAS VEGAS?

Partecipa al nostro gioco, bello bello in modo assurdo.

Las Vegas edizioni (www.lasvegasedizioni.com) ti mette a disposizione il suo scintillante casinò letterario e un gioco completamente gratuito per mostrare il tuo talento.
Il premio? Potrai essere uno degli autori della prossima antologia di Las Vegas!

REQUISITI: possedere un sito o un blog. (Non hai un blog? Quale migliore occasione per aprirne uno!)

ISTRUZIONI: per partecipare alla prima selezione devi:
1) pubblicare questo post (esattamente così com’è) nel tuo sito o blog. L’originale del post che devi ricopiare è qui [http://lasvegasedizioni.splinder.com/post/16142956/%21%21%21%21%21];
2)
mandare a gioco(at)lasvegasedizioni.com l’indirizzo (l’url, quella cosa che comincia con “http://”) del post di cui sopra, più quello di un altro post – uno solo: quello che più rappresenta il tuo stile e la tua volontà di scrivere – che vuoi sia letto e valutato dall’arcigno croupier. Non inviare nessun altro tipo di materiale. Sul blog di Las Vegas edizioni, www.lasvegasedizioni.splinder.com, saranno indicati, via via, tutti i partecipanti;
3) aspettare nuove istruzioni.

TEMPI: la prima selezione terminerà quando avremo raggiunto materiale a sufficienza (la scadenza verrà annunciata con qualche giorno di preavviso sul blog di Las Vegas). Se avrai giocato le carte giuste, sarai contattato per partecipare alla seconda fase.

PREMI:
il premio finale, al termine delle varie selezioni, è la pubblicazione nella prossima geniale antologia targata Las Vegas.

Signore e signori, fate il vostro gioco!

Ci tenevo a dirlo

Ieri sera ero a San Siro e non ho fischiato la Marsigliese.

V per immaturità

Del Regno Unito non me la sento di invidiare proprio tutto tutto, anzi. In alcune cose pare che siamo più avanti persino noi. Ma la loro democrazia è qualcosa che noi neanche ci sognamo.

L’esempio più lampante è forse l’assenza di una costituzione scritta. Nonostante si stia pensando di redigerne una, al momento le istituzioni sono rette attraverso una serie di consuetudini. Consuetudini basate sul buon senso comune. Questo buon senso che è  assente da noi, visti i dibattiti politici che si assistono sia tra chi è stato eletto, sia tra chi elegge.

L’assenza di buon senso è più chiara che mai in questo 8 settembre, dove l’unica soluzione che noi troviamo ai problemi della classe dirigente è il V-Day. Una legge che impone principi d’opinione così basilari e banali fa capire quanto sia immatura la nostra democrazia.

Dovrebbe essere l’elettore, con l’arma della preferenza diretta, a capire e stabilire che un condannato in via definitiva non è un rappresentante ideale.

Dovrebbe essere sempre l’elettore a premiare coloro che meritano di sedere in parlamento anche per più di due legislature e a punire coloro che non meritano di starci nemmeno per un giorno.

Evidentemente tutti quelli che oggi saranno in piazza a firmare per la legge Grillo sono Elettori con la E maiuscola, che questa capacità di decidere ce l’hanno e la vogliono usare. E allora perché non usarla e basta, senza leggi o imposizioni?

Certo, oggi da noi manca la preferenza diretta, che è un diritto sacrosanto, dal quale derivano tutte le giuste possibilità che Beppe Grillo ci propone oggi. Allora approviamo solo questo punto, e il resto potrebbe anche venire da sè.

Oggi non firmerò, ma neanche protesterò se questa proposta diventerà legge. Di sicuro non sarà una legge che ci farà fare una gran bella figura.

Ricapitolando: in Regno Unito non hanno neanche una costituzione, e noi rischiamo di avere una legge per farci capire chi non è evidentemente degno di sedere in parlamento.

Diamoci del tu, e insultiamoci pure

Attenzione: questo è un post moralista.

Ok, lo so che potrebbe essere difficilmente digeribile, e che alla lettura di cotanto primo paragrafo la metà di voi avrà probabilmente già chiuso il browser o l’aggregatore. Ma poco importa, perché trovo il recente articolo di Pietro Citati su Repubblica qualcosa di molto acuto e condivisibile, così acuto e condivisibile da fare una riflessione similie sulla mia quotidianità.

Purtroppo non trovo alcun link da pubblicare, ma in sostanza il buon Citati parla della ormai dilagante manìa di dare del tu a chiunque, quale che sia la posizione sociale, l’anzianità e il grado di confidenza che i due interlocutori hanno. Insomma, a detta del critico, in questo modo si perde quella distanza che dovrebbe esserci tra persone che non sono esattamente amici di vecchia data. È una semplice questione di rispetto dell’intimità altrui, non sempre di riverenza.

Però c’è una cosa di cui Citati non parla, spero perché non gli sia mai capitato di vivere situazioni così socialmente imbarazzanti: sto parlando di momenti in cui un gesto cortese viene per giunta condannato. Ecco due esperienze personali piuttosto eclatanti:

1) È una mattina d’inverno e, visto che c’è gran freddo, arrivo in stazione con i guanti alle mani. Incontro un mio amico in compagnia di una ragazza che non conosco. Mi presento, e per darle la mano mi tolgo il guanto destro. E non lo faccio per tirarmela o per creare intorno a me il personaggio del nobiluomo d’altri tempi, ma semplicemente per fare un gesto cortese che mi è venuto d’istinto.

Risposta della ragazza:

<<Bè, potevi anche fare a meno di levarti i guanti, sai?>>

2) In palestra. Un tizio sulla quarantina (quindi visibilmente più anziano di me) mi chiede alcune informazioni. Gli rispondo, dopodiché riprendo a fare i miei esercizi. Quando finisco l’allenamento, saluto il tizio rivolgendogli un “salve, arrivederci” di cortesia, come farei con chiunque fosse più maturo di me e con cui non avessi molta confidenza.

Il tizio mi risponde “ciao”, e dopo pochi secondi, stizzito:

<<Comunque “ciao”, non “salve, arrivederci”>>

Io però vi devo confessare una cosa: questo post è un post falso moralista, perché in realtà l’ho scritto per rivolgere le mie scuse a questi due individui, e a chiunque mi incontrerà da oggi in poi. Visto che non è mia intenzione urtare la sensibilità altrui, cercherò di limitare al minimo certe espressioni così disdicevoli e deprecabili.

Ma forse già fare queste scuse è stato un gesto azzardato… sono confuso.

Che dire? Augurerei buona giornata a tutti voi, ma vista l’aria che tira credo che un vaffanculo sia più appropiato.

J.J. Brambilla

Si parla tanto, in questi giorni, del nascituro “Partito delle libertà”, che viene presentato quasi come se fosse il prossimo film di J.J. Abrams. Tanta pubblicità, poca informazione.

Smentite, conferme, e infinite voci di corridoio. Tutti ne parlano, ma in realtà nessuno sa di cosa si sta parlando veramente (c’è AN? e l’UDC?).

Il viral marketing è un processo facile e efficace. Una fonte autorevole accenna qualche misero dettaglio sull’oggetto da pubblicizzare -la cui uscita è di solito imminente- e la gente inizia a parlarne, a chiedersi di cosa si tratta. Quando l’oggetto sarà sul mercato, finalmente potrà trovare la tanto agognata risposta comprando, utilizzando (o votando) quell’oggetto. Un pò come quella puntata dei Simpson in cui Gabbo prende il posto di Krusty il Clown nel cuore dei bimbi di Springfield.

Peccato che qui si parli di rappresentare una parte dell’elettorato italiano, e non del prossimo successo al botteghino.

Elettori di centrodestra, ma non siete stanchi di essere sbalorditi con qualche trucchetto da circo? Davvero tutto questo non vi ricorda proprio nulla?