Daniela e le sue compagne
In quanto candidata dubito che riceverà mai il mio voto, ma oggi Daniela Santanché si è guadagnata diecimila punti stima.
In quanto candidata dubito che riceverà mai il mio voto, ma oggi Daniela Santanché si è guadagnata diecimila punti stima.
Geniale ’sto giochetto! In pratica ti viene chiesto di gestire l’economia statunitense e vedere che effetto produrrebbero le tue scelte nell’arco dei prossimi 20 anni.
Ecco, io stamattina ho reso gli USA una nazione in cui vale la pena vivere: nel 2028 l’assicurazione sanitaria sarà obbligatoria per tutti e gratis a partire dai 62 anni; il sistema scolastico aiuterà i poveri e favorirà economicamente chi vuole andare all’università; spostarsi con i mezzi pubblici sarà più facile, veloce e comodo; i gas serra saranno solo un brutto ricordo del passato, così come il dramma delle specie animali in via d’estinzione, mentre il numero di fumatori sarà ai minimi storici. Il tutto con un surplus di 448 miliardi di dollari e il debito pubblico al 10% del PIL.
Dove ho trovato i soldi per fare tutto questo? Basta far rientrare le truppe dall’estero, tagliare la spesa militare e tassare i ricchi. Semplice, no?
(via DownloadBlog)
“Mr. sobrietà” Steve Ballmer, si sa, ama incarnare la quintessenza dell’idiozia. Ma visto che non mi piace vedere tutto in negativo, cogliamo la vicenda umana di quest’uomo anche da un punto di vista più costruttivo: fosse stato cittadino italiano, oggi pomeriggio avrebbe probabilmente giurato come Ministro dell’Innovazione.
(via Wittgenstein)
Le mie titubanze sul primo V-Day dello scorso 8 settembre le avevo e le ho ancora. Un paese che non ragiona, che ritiene accettabile sostituire la propria coscienza critica con nuove leggi non è un paese che mi va molto a genio.
In un paese davvero libero è innegabile la libertà di scegliere il proprio candidato, anche se questo è un pregiudicato o un condannato. Al massimo lo stato deve mettere il cittadino in condizione di farsi un’opinione ponderata su quel candidato, spiegargli perché è pregiudicato o condannato, e se vale la pena di votarlo o no. In un paese davvero libero.
Appunto per questo la raccolta firme appena passata mi è sembrata decisamente più condivisibile. Meglio ancora, una condizione necessaria grazie alla quale attuare individualmente, criticamente e liberamente il primo V-Day. E nonostante mi piaccia poco l’idea di tesserarmi nel partito del “son tutti uguali”, venerdì ho firmato. Ed è stato il 25 aprile più degno di questo nome.

Avete presente quella scena all’inizio di “Robin Hood, il principe dei ladri”, in cui Lord Locksley, assalito dagli sgherri dello Sceriffo di Nottingham, decide di affrontarli al grido di “DIO! E RE RICCARDO!” in un ultimo disperato gesto di onore e orgoglio?
Ecco, io oggi al seggio ho votato così.