1 e 36 antimeridiane, con un esame da preparare per mercoledì mi ritrovo a fare zapping in una tv che più trash non si può. Bruno Vespa, politici che blaterano, olimpiadi, rassegne stampa… Da tutto oggi ho in mente una battuta americana molto aderente all’overdose torinese di sport che stiamo subendo in questi giorni: “L’altro giorno sono andato a vedere una rissa ed è scoppiata una partita di hockey”.
Una battuta spiritosa, ma che mi sta anche facendo riflettere. Mi pare giorno dopo giorno che stiamo vivendo in un modo nettamente alla rovescia. Ok vi potrebbe suonare retorico e banale, ma la mia opinione è decisamente questa, e non trovo altre parole più originali per esprimerla (apparte quella battuta non mia sull’hockey).
Siamo in pieno di una campagna elettorale piuttosto selvaggia, più simile al solito reality show piuttosto che a una tavola rotonda in cui parlare di temi concreti. E mentre i veri reality si riempiono di pregole, regolette per salvarsi la faccia, paradossalmente il vero Grande Fratello (nel senso di ripresa 24 ore al giorno su un evento trash pieno di insulti) della stagione 2006 è quello fatto da centro-destra e centro-sinistra. I protagonisti? Sembrano usciti dal quadretto pop più bieco e infarcito di stereotopi. L’aggressivo (Berlusca), il tenero (Prodi), l’eccentrico (Luxuria), le spalle degli attori principali, alcune abbastanza dignitose (Fini, Fassino) altri piuttosto stupide e grossolane appunto per il fatto che sono le spalle (Mastella, Calderoli)… Potrei andare avanti a lungo, ma sverrei sulla tastiera un pò per il disgusto, un pò per il sonno.
Concludo con un dato di fatto. Nel bene o nel male l’evento mediatico delle politiche ‘06 sono riusciti a crearlo, e noi li stiamo seguendo (io in primis, a quanto pare) come i soliti pecoroni che siamo. Ad oggi in italia ci sono 58 milioni di opinionisti politici ed esperti di sport invernali. Poi, quando finiranno le olimpiadi e il 9 aprile avremo finalmente delegato i nostri rappresentati al potere, questi opinionisti ed esperti torneranno da dove erano apparsi, cioè dal nulla. A giugno, con i mondiali, poi ci saranno 58 milioni di c.t. della nazionale e poi chissà…
Almeno l’importante è rendersene conto