Archive for the ‘The story so far’


Hic Sunt!

Chiamatelo “com’erano belli i vecchi tempi”, chiamatelo “si stava meglio quando si stava peggio”, se a breve avete un’interrogazione su Ariosto e volete fare i fighi chiamatelo pure “tema dell’ubi sunt?“, ma la sostanza non cambia. Ormai è di moda fare a gara a chi getta più merda sul presente, sull’attualità, sugli anni 2000 (chiamate anche questo concetto come vi pare). E a me un modo di pensare del genere inizia veramente ad esasperare.

A detta degli apocalittici viviamo in un mondo sfigurato dal postmoderno reality-style, traviato dal consumismo nichilista che dilaga nei media, nel lavoro, nella vita privata, ovunque. A detta degli integrati? Bella domanda. Io devo trovare ancora qualcuno che difenda -non per forza strenuamente, ma anche in maniera critica- questa società. Ci sentiamo dire così spesso che viviamo nel peggiore dei mondi possibili che un bel giorno finiremo per crederci, se non ci crediamo già, ovviamente.

È vero anche che non viviamo nel migliore. Eppure continuo a rimanere dell’idea che nulla è irrimediabile, e molte delle accuse che ci vengono rivolte (e sottolineo il “ci”, visto che volenti o nolenti siamo tutti sulla stessa barca), sono ormai nenie che si ripetono con cadenza quasi ventennale. Gli adolescenti continuano a seguire in massa le mode del momento, la televisione di una volta erano più belli di quelli che guardano i bambini di adesso, e bla, bla, bla. Le stesse cose che la generazione che negli anni ‘60 era bambina ripeteva ai giovincelli degli anni ‘80. Eppure non mi è sembrato di vedere nessun cataclisma. Anzi. I luccicanti anni ‘80 oggi sono persino di moda, e di conseguenza vengono descritti in una maniera così ovattata e nostalgica da sembrare una pubblicità della Mulino Bianco.

Basta col catastrofismo! Questo, anche se così bistrattato, è il mio decennio, e credo sul serio che qualcosa di positivo ne uscirà. E soprattutto, fino al 31 dicembre 2009 preferisco vivermelo senza cercarne lati positivi o negativi. Quelli mi riservo di cercarli dal 1° gennaio successivo in poi.

Roma

Quali giorni migliori per visitare Roma se non questi? Giorni in cui l’Imperatore di Guerre Stell… ehm… il Papa snocciola frasi vetuste e ben poco ambigue. Giorni in cui sedicenti fondamentalisti rilanciano frasi ancora più vetuste e ancora meno ambigue.
E nonostante le paranoie, Janov e io siamo sopravvissuti alla solita invasione islamica annunciata e non avveratasi. (more…)

I Dire Straits

In fondo hai ragione. I Dire Straits suonano più autunnali che primaverili. Sarà che quando li ho scoperti ascoltavo selettivamente le loro canzoni primaverili. Però in autunno hanno tutto il loro fascino. Riascoltarli è stato come conoscere una persona affascinante… Insomma, era il momento ad essere sbagliato!
Le canzoni non vanno mai chiuse nel cassetto. Un giorno o l’altro potrebbero ritornare più tue di quanto non lo siano mai state.

Il Moggi Espiatorio

In diretta dalla blogosfera, l’ennesimo post su Moggi!
Ma scusate, qualcuno si è chiesto perché quest’uomo appare in televisione nonostante tutto ciò di cui è accusato?
Insomma se fossi un pregiudicato non sarei così entusiasta di partecipare a delle trasmissioni televisive. Per dirla tutta, solo un perfetto idiota farebbe quello che sta facendo Moggi in questi ultimi mesi.
E se qualcuno ce lo mandasse apposta? E se qualcuno volesse catalizzare solo su di lui tutte le colpe di un sistema ben più malato?

Moggi sta diventando l’agnello sacrificale di un sistema che vuole riconquistarsi la sua verginità. È il Lee Harvey Oswald all’italiana. È un colpevole preconfezionato apposta per essere mandato in pasto all’opinione pubblica. Un’opinione pubblica illusa di poter esorcizzare ogni rammarico semplicemente incazzandosi quando vede quest’uomo aprire bocca.

Moggi è colpevole, lo sappiamo tutti. Ma non vi pare che i media, scagliandosi contro un uomo soltanto, stiano cercando di generalizzare questo scandalo? Perché gli altri grandi e piccoli colpevoli come Giraudo e Pisanu non si sono prestati a questi linciaggi in diretta? Forse nessun dirigente RAI ha mai pensato a invitarli, perché vedendo altri colpevoli oltre Moggi, la gente sarebbe stata indotta a ragionare un pò di più su Calciopoli. La gente è stupida, penseranno i dirigenti RAI.
I media stanno cercando di darci la beata illusione che, eliminando Moggi, il calcio sarà di nuovo lindo e puro come un vestito della prima comunione. E intanto molte squadre colpevoli tornano in A, Biscardi ricomincia la sua trasmissione, le pene si alleggeriscono.

Sarebbe troppo facile togliere di mezzo un uomo per estirpare un’intero sistema malato. Così facile che quasi ci si crede.

L’Arte (Messa Da Parte) Del Bere.

E a un certo punto della sua storia sociale, l’uomo decise che le bevande alcoliche non erano adatte solo a gente mentalmente matura e fisicamente sviluppata, ma anche a folle di preadolescenti brufolosi amanti della trasgressione.
Così iniziò la produzione industriale di bibitone i cui coloranti e additivi coprivano quella discreta percentuale di alcol che avrebbe abituato la giovane clientela al suo gusto. I barmen architettarono drink potenti ma gustosi, in modo da accontentare le inesperte papille gustative dei loro clienti ma allo stesso tempo farli uscire dal locale più barcollanti di una sedia a dondolo.

No, questo non è un post moralisa nè proibizionista. Anche perché se lo fosse sarei un bell’ipocrita.
Si tratta di un rammarico su come il bere sia in breve tempo scaduto da nobile arte a mero meccanismo di consumo. Una logica che si avvicina molto a quella delle sigarette mentolate.

Qualche giorno fa leggevo alcune pagine de “I Cocktail” di Veronelli. A quanto sembra, gran parte di quegli intrugli che vengono oggi serviti non si avvicinano nemmeno lontanamente all’idea di Cocktail con la C maiuscola.
L’alcol, secondo il costume attuale, non ha più sapore. Serve soltanto a uccidere il sistema nervoso. Sono gli analcolici, che servono da agenti modificanti, a fornire gusto ai drink.
Quando beviamo Rum e Cola, Rum e Pera, Gin Lemon, Vodka alla Mela Verde, in realtà non stiamo bevendo Rum, Gin o Vodka. Stiamo bevendo Coca cola, Succo di Pera, Limonata, Succo di Mela Verde. Noi assaporiamo questi gusti, mentre ignoriamo l’alcol, rilegandolo all’infimo ruolo di demolitore di cervelli. Non vi pare che lo stiamo sminuendo un po’ troppo?

Qualche vizio, da bravi esseri umani, ogni tanto ce lo possiamo concedere. Ma di questi vizi assaporiamo per lo meno il gusto. Per una sera lasciamo perdere il solito Rum e Pera e assaggiamo un buon short drink. Magari potrebbe anche piacere.