Archive for the ‘Verona’


Amici di cui leggerei volentieri un blog

Rigorosamente in ordine sparso:

  • Ale the Pizza Boy, cui devo perlomeno un terzo dei miei gusti musicali, uno scambio di taglio di capelli e due tra i migliori concerti della mia vita. Quindi scegli: o apri un blog sulla musica o uno sulle bellezze della Grande Madre Russia.
  • Janov, cui devo perlomeno un terzo della mia saggezza informatica (in particolar modo le mie prime sbavate di fronte a un Apple) e molti gusti simili in fatto di cinema e serie tv. Sarebbe un buon blogger generalista, tendenzialmente informatico. Dice che si stancherebbe subito, ma mai dire mai… E auguri per tutto, Cesco!
  • Sam, compagna (in tutti i sensi) di interminabili pomeriggi di cazzeggio universitari, nonché Sottosegretaria all’assegnazione dei crediti per le attività formative a scelta. Da brava femminista probabilmente scriverebbe di società e buone letture, ma la sua verbosità richiederebbe ai lettori due settimane per leggere un post.
  • Polo lo slavo che DEVE rendere partecipe il mondo dei suoi atti vandalici e delle sue scelleratezze prima di venire condannato a trent’anni di carcere assieme ai suoi degni compari.
  • Kali, cui devo perlomeno un terzo della mia infanzia/adolescenza e, da degno avversario, un terzo delle estenuanti discussioni sociopolitiche. Certo, sarebbe meglio se prima di iniziare a scrivere vincesse la sua eterna lotta con la sintassi italiana, ma va benissimo anche così!:D

Ti facevo più alto

Grazie alla cena di Veronablog di ieri sera finalmente io+amico abbiamo avuto modo di constatare che molti blogger di cui leggiamo le nobili gesta non sono in realtà frutto della nostra immaginazione. E non solo scrivono, ma pure parlano!

Bell’ambiente, quello dei blogger. Per carità, all’inizio l’atmosfera è strana per chi, come me, partecipa per la prima volta a un evento del genere. Conosci così tante cose su persone che in realtà non conosci affatto. Sai qual’è il loro carattere, il loro modo di pensare prima del loro atteggiamento e delle loro movenze. Potrebbe sembrare qualcosa di innaturale, e perlomeno per me, in queste proporzioni, lo è stato. In passato avrò conosciuto personalmente due o tre persone dopo aver letto quello che scrivono, e mai nella stessa serata.

Ma l’imbarazzo finisce quando si inizia a fare ciò che ai Blogger con la B maiuscola riesce meglio: dialogare. Molti interessi in comune, discussioni argomentate e rispettose, buona dose di ironia e autoironia. L’ambiente diventa presto piuttoso appagante, persino con alcuni colpi di scena notevoli, come ad esempio la presenza due testimoni oculari di concerti di Jeff Buckley e dei Queen del Magic Tour.

Di sicuro resta l’amaro in bocca per non aver potuto conoscere o parlare bene con tutti e tutte. Spero la prossima volta rimediare scambiando due parole con chi, tra presenti e non presenti, stavolta non sono riuscito.

Ringrazio anche a nome di “+amico” le persone con cui ho avuto modo di parlare con più calma e cioè (in ordine di apparizione): Alebino, Aleks, Fab (o pseudo-nongio) e i Kazzari in rosa, Hellsnymph, il dottorando in medicina che però sembra avere la mia età di cui purtroppo non riesco a rintracciare il link Mirko, John, Domiziano, Lemi.

La “Traviata” traviata

Due sere fa sono stato “gradito ospite” (cit.) dell’Arena e finalmente ho assistito alla famigerata Traviata edizione 2004. Dunque posso smetterla di supporre e iniziare a parlare. Anzi, a scrivere un “severo scritto”.

Certo, le premesse erano state numerose e negative, anche a causa di un post di Tengi su Veronablog. E purtroppo molte di queste sono state confermate. Ma andiamo con ordine.

La scena è letteralmente e volutamente kitsch, un cattivo gusto ricercato che fa pensare a uno scenografo provocatore, più preoccupato di ricevere i “bu” dal pubblico tradizionalista piuttosto che l’applauso di quello aperto alle novità.

Perché infatti l’idea di spostare la scena dai salotti parigini alla Hollywood dei night club e dei paparazzi poteva anche funzionare. Ma porre al centro della scena le comparse e marginalmente i protagonisti, non coprire le quinte abbastanza da nascondere gli spostamenti dei tecnici agli occhi delle gradinate e invece celare buona parte del primo atto alla gradinata F sono carenze di portata gigantesca. E lo sarebbero anche se venissero fatte in una scenografia tradizionale.

Allestire un opera significa renterpretarla, e per reinterpretarla bisogna perlomeno leggerla. Eppure certi passaggi fanno pensare che il regista il libretto l’abbia a malapena sfogliato. Mi riferisco oltre che al finale in cui Violetta fugge invece che morire a una piccola grande svista: nel secondo atto, subito dopo l’”amami Alfredo”, il tenore riceve la lettera in cui Violetta dice di abbandonarlo. Subito dopo l’amara scoperta compare in scena Giorgio, padre di Alfredo. Eppure in questo allestimento Alfredo esclama “padre mio!” mentre con gli occhi ancora fissi sulla lettera non dovrebbe essersi ancora accorto della presenza del babbo. Per carità, forse sono io il pignolo fino all’osso, ma già questo stravolgimento bello e buono la dice lunga su tale “reinterpretazione”.

Potrei anche gettare benzina sul fuoco criticando il pubblico areniano, sempre a digiuno di opere liriche, che applaude quando dovrebbe stare zitto (come all’inizio del primo atto, con l’entrata in scena delle comparse mentre l’orchestra sta suonando) e viceversa. Ma questa è una polemica più vecchia di me che difficilmente si risolverà, anche se basterebbe poco. Una raccomandazione via altoparlanti di non applaudire con la musica in svolgimento non costerebbe nulla.

Coro e balletto eccezionali come sempre, così come l’orchestra. Cantanti discreti, anche se Violetta ci ha deliziati con un “Addio al passato” strepitoso.

Nel complesso un sei e mezzo. Se proprio volete andarla a vedere e siete tradizionalisti oltranzisti o semplicemente non amate vedere dietro le quinte mentre Violetta canta del suo amore, andateci ma chiudete gli occhi dall’overture fino alla fine.

Festivallando

Puntuali come un bagno al lago, sono ricominciati i festival estivi, famosi e di nicchia, locali e internazionali. E ricomincia anche il giro rituale del sottoscritto presso gli eventi di questa estate 2007. Ecco due parole su alcuni già passati e quelli imminenti.

Per quanto riguarda la prima categoria, durante il weekend appena concluso il SottoSuolo a San Bonifacio ha confermato ancora una volta la voglia di fare e l’abilità organizzativa dei ragazzi di questo comune quasi vicentino (senza offesa, eh!).
Sabato si sono esibiti i Thee Stolen Cars, che hanno presentato una solida miscela di hard rock e autoesaltazione. Niente male, per il loro genere.
Ma il vero piatto forte della serata sono stati gli Home. Molto “ye-ye” (definizione del mio buon amico Martino), questo trio si presenta come una miscellanea di sonorità anni ‘60, britanniche, surf rock, il tutto con piglio leggero e ironico, nel migliore spirito rockabilly delle origini. Notevoli. Così notevoli da essersi meritati un posto nel mio scaffale dei CD, anche se su disco suonano oggettivamente molto più gay rispetto che dal vivo.

L’estate però è ancora lunga e di festival ce ne saranno ancora parecchi degni di nota. Primo fra tutti un Summer Explosion davvero cattivissimo, sospeso tra harcore, punk e metal. Giunto alla terza edizione, è un buon festival fatto letteralmente in casa, e non lo dico perché lo organizza gente che conosco e perché farò girare volantini dell’evento in quel di Padova (ok dai, anche per quello…), ma soprattutto perché suonano buoni gruppi emergenti della scena veneta e dintorni. Il luogo? Il sacro Mausoleo di Cavalcaselle, zona lago veronese. Che in realtà mausoleo è solo nel cuore dell’ORDA tutta, visto che è il centro giovanile del paese, quello che l’anno scorso fu il nostro campo base dell durante gli indimenticabili mondiali di Germania. Un po’ l’Olympiastadion de no’ altri.

E saliamo verso i festival di importanza internazionale. A settembre ci saranno l’Indipendent Days con Peeping Tom (e dove poteva suonare Mike Patton se non a Bologna?) e Maximo Park, mentre in zona lagunare pare che si recupererà l’Heineken Jammin’ Festival e -a professori e trombe d’aria piacendo- potrebbe anche essere la volta buona in cui riesco a vedermi un Heineken. Grazie, cambiamento climatico!

Nuove idee per Serie TV - Verona

E dopo aver regalato un po’ d’ispirazione ai produttori televisivi padovani, perché non darne un po’ anche a quelli veronesi?

Detto, fatto.

Garda Vice

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Le spiagge da favola del Benaco fanno da sfondo alle avventure di due appuntati della Guardia di Finanza infiltrati nel narcotraffico locale. Il loro lavoro è combattere il crimine e lanciare il maggior numero di mode possibile ad ogni episodio. Infatti, la copertura della GdF garantirà loro auto da favola, donne bellissime, vestiti color pastello passati di moda da vent’anni (ma che già all’epoca facevano abbastanza schifo) e un ingresso gratuito al Primo Life Club ogni venerdì sera. Vecioooooooo!

Tosi’s Angels

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Per garantire pari opportunità all’interno della giunta comunale, il neoeletto sindaco di Verona Flavio Tosi decide di nominare come assessori niente meno che le tre meravigliose finaliste di Miss Camicia Verde. A loro l’arduo compito di elettrizzare le riunioni di Palazzo Barbieri, lanciare nuove mode per le pheeghette veronesi, costringere gli extracomunitari a donare più sangue a suon di calci di kung-fu, e altre cose del genere. Sperando che Tosi non sia così assenteista come Charlie… :-D
Special Guest Star Paolo Zanotto nel ruolo di Bosley.

Le signore in gialloblù

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Estate 2001. Jessica Fletcher, una casalinga veronese ormai non più giovane, si appassiona alla scalata calcistica del Chievo Verona, appena promosso in serie A. Insieme alle sue vicine di pianerottolo (anch’esse non più giovani) decide di fondare un nuovo gruppo ultra, che di ultra ha solo il fatto che le iscritte sono tutte sopra i cinquanta.

La serie viene improvvisamente cancellata dopo 6 stagioni (televisive o calcistiche, come preferite) a causa del retrocessione della formazione clivense. Nell’episodio finale, Jessica e le sue amiche sono alla disperata ricerca di una nuova squadra simpatia da tifare a tempo determinato.